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Un piano per famiglie e imprese, svolta a sinistra grazie ad una nuova generazione dem

DiRed Viper News Manager

Apr 13, 2021

Un programma di “salvataggio” contro la povertà rivolto alle famiglie e alle imprese americane da 1,9 trilioni di dollari. Un piano per l’ampliamento, la modernizzazione, la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale delle infrastrutture nazionali pari a 2 mila miliardi di dollari. Una probabile iniziativa per l’aumento dell’occupazione le cui dimensioni non sono ancora note ma che raggiungerà molto probabilmente la soglia del trilione di dollari. Un progetto di tassazione delle grandi società con l’aumento dell’aliquota fiscale al 28%. Infine, la formulazione di una tassa minima globale sulle grandi imprese dell’economia digitale, ambiziosa e indeita svolta storica da condividere con i paesi dell’Ocse e del G20.

Se riuscirà a realizzare tutto questo, dicono Stephen Collinson e Caitlin Hu della Cnn, «Joe Biden potrà rivendicare un posto d’onore nel pantheon democratico insieme a Franklin Delano Roosevelt e a Lyndon Johnson che usarono il vasto potere del governo per riorientare l’economia e beneficiare i poveri con i loro programmi: rispettivamente il New Deal e la Great Society». Nella sinistra americana questo exploit progressista di Biden sta creando una grande sorpresa. Secondo Ezra Klein, prestigiosa firma del New York Times, ci sono quattro ragioni alla base della svolta economica del presidente degli Stati Uniti. In primo luogo, la debolezza dell’opposizione repubblicana. I democratici hanno la possibilità di alzare la posta senza dare per scontato il compromesso con il Gop. In secondo luogo, una nuova generazione di politici democratici e di membri degli staff meno legati alle politiche che hanno distinto le presidenze Carter, Clinton e Obama e più attenti a risolvere la sfida delle diseguaglianze economiche.

La terza ragione, secondo Klein, è che Biden si fida meno dei suggerimenti degli economisti e ascolta di più le richieste di protezione provenienti dai cittadini. Temendo che, diversamente, gli elettori possano tornare presto a rivolgersi a Trump. Infine, c’è la ragione che Biden è un politico nel vero senso della parola. Questo gli conferisce quella flessibilità necessaria per capire che l’umore del paese è cambiato: c’è la paura diffusa che il governo non stia facendo abbastanza. Secondo Jonathan Alter, giornalista e storico, l’approccio di Biden si ispira all’intervento economico del New Deal, quando Roosevelt unificò i blocchi settentrionale e meridionale del Partito Democratico attorno a importanti iniziative liberal. Ricorda Alter : «Quella di Roosevelt non era economia a cascata, ma un investimento diretto nell’economia. I democratici stanno tornando a quell’idea. Che non è un liberalismo fatto di tasse e spese dispendiose – l’etichetta negativa usata dai democratici da Jimmy Carter in poi – ma di investimenti prudenti».

Questo sarebbe il “cambio di paradigma” annunciato da Joe Biden. Secondo i sondaggi più di sei americani su 10 sostengono il suo pacchetto di aiuti. In più, il 73% degli americani vuole che Biden aumenti le tasse per i più ricchi, abbassandole per la classe media. Per lo storico Rick Perlstein, la traiettoria del presidente Biden ricorda la carriera di Lyndon Johnson. «Nel 1960, quando fu indicato come vicepresidente di Kennedy, i liberal erano praticamente in lutto per la scelta di un meridionale conservatore e segregazionista. Ma quando JFK fu assassinato, Johnson ne raccolse l’eredità e si trasformò nel leader capace di rilanciare il New Deal per una nuova generazione».

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