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Strage in casa: uccide moglie e figlio disabile, giustizia coppia vicini e veglia sui cadaveri

DiRed Viper News Manager

Apr 11, 2021

A 83 anni ha ucciso la moglie, il figlio disabile e la coppia di coniugi vicini di casa nonché proprietari dell’appartamento dove viveva con la sua famiglia. Poi ha vegliato sui corpi per diverse ore fino a quando non si è ritrovato carabinieri e vigili del fuoco all’esterno della sua abitazione: così si è puntato una pistola al viso e ha fatto fuoco senza però riuscire a togliersi la vita. Adesso è ricoverato al San Giovanni Bosco di Torino, in prognosi riservata, intubato e sedato dopo l’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto.

E’ la sintesi della strage compiuta a Rivarolo Canavese, una cittadina a mezz’ora d’auto da Torino, dall’operaio pensionato Renzo Tarabella che in casa deteneva regolarmente una pistola. Ancora poco chiaro il movente che ha spinto l’anziano uomo a compiere ben quattro omicidi nel giro di poco tempo. Gli investigatori ipotizzano che possa aver influito il raffronto tra le condizioni difficili in cui viveva la sua famiglia (con un’altra figlia che da tempo aveva chiuso i rapporti) con quelle felici e normali con cui vivevano i vicini di casa, che avevano anche una nipotina di pochi anni. Un bigliettino è stato ritrovato dagli investigatori all’interno dell’appartamento al quarto piano di un condominio presente in corso Italia. Nel testo, su cui la procura mantiene il più stretto riserbo, l’uomo parla di presunti screzi con i padroni di casa dovuti alla gestione del figlio disabile.

Secondo una prima ricostruzione da parte dei carabinieri del Comando Provinciale di Torino, Tarabella ha compiuto gli omicidi poco dopo le 20 di sabato 10 aprile. Tarabella ha usato una pistola semiautomatica calibro 9×21, regolarmente detenuta. Ha ucciso la moglie Maria Grazia Valovatto, 79 anni, e il figlio Wilson di 51, nella camera da letto della sua abitazione. Poi, probabilmente con una scusa, ha attirato Osvaldo Dighera, 74 anni, dal quinto al quarto piano e una volta all’interno della casa di cui era proprietario gli ha sparato un colpo alla testa. Poco dopo è sopraggiunta anche la moglie, Liliana Heidempergher, 70 anni, che stava cercando il marito. Anche lei è stata uccisa con i due corpi che sono stati ritrovati uno sopra l’altro in una stanza.

Resta, tuttavia, da capire come mai nessuno abbia sentito gli spari all’interno del palazzo. Tarabella potrebbe aver usato un silenziatore ma saranno le indagini a chiarirlo, per ora non ci sono riscontri in questa direzione.

A lanciare l’allarme è stata la figlia della coppia. La donna, che abita poco distante, alle 19.45 aveva visto i genitori l’ultima volta. Poi sono rientrati in casa e, stando al racconto di Emanuele Baldi, residente nella palazzina, “poco dopo le 20, sono stato raggiunto in cantina dalla signora Liliana che cercava il marito e mi ha chiesto se era con me nei sotterranei”.

La donna è poi salita al quarto piano ed entrata nell’abitazione dei vicini andando incontro alla morte. Preoccupata dal non ricevere alcuna risposta, la figlia dopo qualche ora ha chiamato i carabinieri e alle tre di notte, confermata la presenza dell’arma nell’alloggio di Tarabella, i carabinieri hanno fatto irruzione. Al loro ingresso il pensionato si è sparato al volto senza, tuttavia, riuscire a togliersi la vita.

 

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