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Gratteri e la prefazione al libro negazionista e antisemita: “Testo discutibile, non l’ho letto”

DiRed Viper News Manager

Apr 10, 2021

“Ho fatto un doppio errore, di eccesso di affidamento e di generosità mal riposta”. Ci sono volute oltre due settimane per spingere Nicola Gratteri, capo della procura di Catanzaro, a prendere ufficialmente le distanze dal libro “Strage di Stato: le verità nascoste della Covid-19” scritto dal magistrato Angelo Giorgianni e dal medico Pasquale Bacco e di cui lo stesso Gratteri è stato autore della prefazione.

Saranno forse state le festività pasquali recentemente trascorse a spingere uno dei magistrati più mediatici di sempre a fare un passo indietro e a pronunciare giusto qualche parola sul libro negazionista e antisemita che lo ha visto protagonista. In una intervista rilasciata a Repubblica, Gratteri si dichiara estraneo a queste tesi perché “la prefazione è assolutamente neutra, sarebbe bastato leggerla per escludere ogni collegamento. Nella mia vita di magistrato mi sono tenuto sempre lontano da teorie complottiste, ho cercato sempre prove, non trame”.

Gratteri si giustifica ammettendo una cosa gravissima: ovvero di aver scritto la prefazione senza conoscere i contenuti del libro, nonostante le idee di Giorgianni e Bacco fossero tutt’altro che ignote. “La mia prefazione nasce da un abstract non del tutto corrispondente, inviatomi dal collega Giorgianni: in quel testo si faceva esclusivo riferimento alla situazione pandemica e ai riflessi economici e criminali. Nessun riferimento ai vaccini, né a un complotto internazionale a matrice ebraica, secondo categorie culturali utilizzate da negazionisti e no vax, di cui tra l’altro nel libro non c’è traccia”.

Il procuratore di Catanzaro arriva finalmente alla conclusione che il libro è “certamente discutibile” anche se subito dopo il polverone dello scorso 25 marzo si era limitato a ripetere il solito ritornello: “Mi sono limitato a cogliere l’occasione che mi è stata offerta per lanciare per l’ennesima volta l’allarme sulla pandemia come nuova occasione di crescita e guadagno per le mafie“.

Così come scriveva Tiziana Maiolo qualche settimana fa sul Riformista, nel libro emergono concetti come “vogliamo dire chi comanda nel mondo? Comandano gli ebrei! Sta tutto in mano a loro! Tutte le lobby economiche e le lobby farmaceutiche…”. Il che, inserito in un contesto in cui prima si nega l’esistenza stessa del virus che “non ha ucciso nessuno”, poi si strilla contro l’uso delle mascherine che andrebbero “buttate nel cesso” e si definisce il vaccino “acqua di fogna”, per poi emettere la sentenza su una “strage di Stato”, significa anche chiamare per nome e cognome i colpevoli da condannare. Gli ebrei, prima di tutto, perché governano il mondo e possiedono le banche (già sentita). E sono componente fondamentale della “strategia globale del terrore”, fanno parte di quel “governo mondiale da parte del Deep state guidato dalle alte vette del Vaticano, dalla famiglia Windsor, Rockefeller e Rotschild”.

L’articolo Gratteri e la prefazione al libro negazionista e antisemita: “Testo discutibile, non l’ho letto” proviene da Il Riformista.