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Bettz capomafia e Garko suo sgherro, i giornali crocifiggono la coppia su ordine della procura

DiRed Viper News Manager

Apr 10, 2021

L’Europa ha detto all’Italia che deve applicare il principio di presunzione di innocenza, quando qualcuno viene indagato o processato. E che non va bene che siano i Pm, cioè l’accusa, ad informare l’opinione pubblica sul perché quel tizio, o quella signora, è sicuramente colpevole. L’Italia ha recepito l’indicazione con un solenne voto del Parlamento. Forse un po’ pleonastico, visto che in verità l’idea della presunzione di innocenza è scritta chiara chiara nella Costituzione. Però meglio ripetere. E subito dopo il voto, effettivamente, è calato il silenzio. Basta scandali basati solo su un avviso di garanzia, e basta accuse fondate su indizi o sulle tesi della pubblica accusa.

Il silenzio è durato, appunto, 48 ore. Anche perché in quelle 48 ore, disgraziatamente, le Procure non sono riuscite a portare a termine nessun arresto eccellente. Finite le 48 ore è scattato l’arresto di una miliardaria molto bella e molto nota, che oltretutto, forse, è fidanzata con Gabriel Garko, attore anche lui celebre e bello. A questo punto la presunzione di innocenza, per cause di forza maggiore, è stata sospesa. I Pm hanno fornito ai giornali tutti gli elementi necessari per crocifiggere i due, in particolare Ana Bettz, e i giornalisti, come fanno di solito anzi quasi sempre, hanno impacchettato i due e descritto per filo e per segno tutte le loro colpe. In un articolo del più importante giornale italiano c’è scritto, facile facile, che il “romanzo rosa tra i due si è trasformato in romanzo criminale”.

Lei, se capisco bene, è un’influente capomafia, o forse capocamorra, lui un suo sgherro, quantomeno evasore fiscale ma probabilmente anche riciclatore, un po’ concorrente esterno, anche se al momento non ha ricevuto neppure un avviso di garanzia. Le intercettazioni scorrono impetuose come torrenti, sono anche molto gustose, tengono ferma la linea tracciata tempo fa da un settimanale rosa che aveva beccato Ana e Gabriel mentre si davano un bacio. Il settimanale rosa però aveva almeno fatto la fatica di trovarsela da solo la notizia, i Grandi giornali invece l’hanno avuta già confezionata dalle Procure e l’hanno copiata.

E la Costituzione? E le raccomandazioni dell’Europa? E il voto del Parlamento? Provate a chiederlo negli uffici di una Procura o nelle stanze delle redazioni giudiziarie dei giornali. Vi guarderanno come dei marziani, non tratterranno il sorriso. “Che c’entra la Costituzione, ragazzo, questo è il giornalismo. E il giornalismo ha il dovere di informare, non può fermarsi di fronte ai grandi principi dello Stato liberale. Mica avrai creduto davvero a quel voto del Parlamento?”
Voi ci avevate creduto? Beh, allora più che ingenui siete un po’ scemi. Né i Pm né i giornalisti rinunceranno mai al loro vero potere: condannare senza processare, mettere alla gogna a proprio piacere, fare scandalo, suscitare emozioni e voglia di manette e forca. Rassegnatevi.

P.S. Cambiando argomento: era necessario arrestare il dottor Marcello Grasso? Era utile, questo la capisco, perché il dottor Marcello è fratello del senatore Pietro Grasso e dunque la notizia del suo arresto è un bel boccone per i giornali. Ma era necessario? C’erano le condizioni che rendevano necessario il carcere? Forse sì, ma non ne sono affatto sicuro.

L’articolo Bettz capomafia e Garko suo sgherro, i giornali crocifiggono la coppia su ordine della procura proviene da Il Riformista.