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Tg Psicologia, edizione del 9 aprile 2021

– AUTISMO, SABATO AL CORSO IDO I SETTING DI TERAPIA PER FAMIGLIE

Si parlerà delle ‘reazioni con i caregiver primari’ nella quarta lezione del corso gratuito IdO dedicato al Progetto riabilitativo Tartaruga – DERBBI in programma sabato 10 aprile. Gli esperti dell’Istituto descriveranno a psicologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, logopedisti, psicomotricisti, educatori professionali, insegnanti di sostegno e curriculari, pedagogisti, operatori del settore e genitori, i setting di terapia che nella tradizione dell’IdO sottolineano la centralità della relazione madre-bambino, proponendo la partecipazione attiva del genitore nel percorso terapeutico in un’ottica rivolta sempre all’attenzione del singolo bambino e modulabile rispetto alle sue specifiche necessità. Saranno poi approfondite le diverse attività che l’IdO promuove per le famiglie: il setting di Psicoterapia diadica breve; il setting di terapia diadica del progetto ‘Mamme a Bordo’ e il setting di Terapia diadica in gruppo ‘Mamma-bambino’. Si farà infine riferimento ai gruppi di counseling per le mamme, per i papà e agli spazi di counseling per le coppie genitoriali.

– LO PSICOLOGO: RABBIA DEI BAMBINI INIZIA GIÀ AL NIDO

“Il sentimento di rabbia nei bambini emerge sin dagli anni dell’asilo nido a causa del tipo di vita che gli facciamo fare per ragioni sociali ed economiche”. Lo afferma Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) e psicoterapeuta dell’età evolutiva, pronto a spiegare ai genitori come fronteggiare gli episodi di rabbia.

– PAROLA A UN ATTORE: PANDEMIA NON METTE CONFINI ALL’ARTE, C’È BISOGNO DI MAGIA

Se gli spettatori non possono andare a teatro, allora sarà il teatro ad andare in cerca degli spettatori. L’attività di Massimo Ivaldo, attore e autore di testi teatrali per bambini, potrebbe riassumersi così, in questo anno di pandemia. Da quando con il primo lockdown i laboratori che porta nelle scuole e gli spettacoli teatrali si sono fermati, Ivaldo gira per Genova (la città in cui vive) e per la riviera ligure portando la sua arte davanti ai parchi, nelle librerie e ovunque ci siano bambini e spettatori pronti ad ascoltare. “Il periodo non è favorevole, il tempo è pochissimo, ma quando sento che c’è l’atmosfera giusta recito le mie filastrocche, invento poesie sul momento”, spiega all’agenzia Dire. “Continuo a raccontare le mie storie e a far sognare i bambini, che di magia- conclude- c’è tanto bisogno”.

– EMOTICON SU VACCINI, WHATSAPP E OMS CREANO 23 STICKERS DI GIOIA E SPERANZA

Un abbraccio finalmente ritrovato, un bacio dato dopo molto tempo, una persona che taglia un traguardo, uno scudo simbolo di protezione. E poi ancora due aerei che volano intorno al mondo, l’arcobaleno che esce da un tubetto, cerotti colorati a forma di cuore, persone che danzano e il sole che festeggia. Sono alcune delle 23 immagini che caratterizzano ‘vaccines for all’ (vaccini per tutti), il nuovo pacchetto di sticker per iOS e Android ora a disposizione su WhatsApp creato in collaborazione con l’Oms. L’obiettivo è coinvolgere le persone nella campagna vaccinale in maniera creativa e divertente, esprimendo gioia, sollievo e speranza riguardo le possibilità offerte dai vaccini anti covid e facendo sì che gli utenti possano condividere un’esperienza comune con il resto del mondo.

– DIPENDENZE, BOSCHINI: CURIAMO PERSONE CON L’EDUCAZIONE, NON CON I FARMACI

“Noi non interveniamo sulla droga ma cerchiamo di intervenire sulla persona, sulla struttura della persona e quindi sui suoi valori, i principi. Tutto quanto il lavoro che una persona svolge qua dentro è assolutamente indipendente dal tipo di droghe che usava”. Antonio Boschini è il responsabile terapeutico della comunità di San Patrignano e spiega alla Dire l’approccio utilizzato per la riabilitazione dei ragazzi tossicodipendenti. “Se è vero che tutte le droghe alterano i meccanismi della gratificazione, chi ha creato i percorsi terapeutici, anche senza conoscere la neurobiologia, ha capito che la persona che doveva guarire dalla dipendenza non andava curata con delle altre sostanze, ovvero medicine, ma andava riabilitata dal punto di vista educativo”, conclude Boschini.

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