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Napoli, bimbo di un anno ricoverato per Covid al Policlinico

Ricoverato per Covid a un anno. Accade a Napoli, dove un bimbo – residente a Carinola, piccolo comune nel Casertano – ha contratto il virus ed è stato spostato dal reparto di pediatria dell’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca al Secondo Policlinico di Napoli. Il trasferimento è avvenuto nella giornata di ieri ed è stato necessario per assicurare al piccolo le cure necessarie, anche se le sue condizioni “non sono preoccupanti”.

Uno studio pubblicato su Lancet Eclinical Medicine evidenzia l’importanza fondamentale di garantire che i neonati abbiano uno stretto contatto con i genitori dopo la nascita, soprattutto per quelli nati troppo piccoli (a basso peso alla nascita) o troppo presto (pretermine). Tuttavia, in molti paesi, se le infezioni da COVID-19 sono confermate o sospette, i neonati vengono regolarmente separati dalle madri, esponendoli a un rischio maggiore di morte e complicazioni di salute per tutta la vita.

“I nati da madre Sars-CoV-2 positiva sono solitamente negativi alla ricerca del virus, nei primi giorni di vita; i neonati Sars-CoV-2 positivi sono rientrati da casa per sintomatologia non grave, acquisita dopo alcune settimane di vita nel contesto familiare” spiegava lo scorso aprile, quando iniziarono ad emergere dati sul tema, il presidente della Società Italiana di Neonatologia, Fabio Mosca.

Ma perché i bambini sono più resistenti all’infezione da Covid-19? “Si può ipotizzare il concorrere di tre fattori – spiega Mosca – cioè una minore densità dei recettori necessari per l’aggancio del virus, o una loro immaturità, che rendono più difficile al virus entrare nell’organismo; una risposta immunitaria specifica meno violenta nei bambini, con conseguente minore infiammazione del polmone; una protezione crociata da parte delle vaccinazioni”.

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