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I cambi di gruppo a marzo 2021

Nonostante siano passati ormai quasi due mesi dall’avvento del nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi, in parlamento stanno proseguendo i riassestamenti scaturiti dalla crisi di governo. Anche a marzo infatti tra camera e senato si sono registrati ben 20 cambi di gruppo. Un numero che porta il totale della legislatura a quota 229, di cui 81 solo nei primi tre mesi del nuovo anno.

Ma se gli spostamenti avvenuti a gennaio potevano essere interpretati come un tentativo di costruire una maggioranza alternativa in grado di sostenere il governo di Giuseppe Conte, quelli delle ultime settimane hanno motivazioni diverse. Da un lato abbiamo coloro che hanno deciso di non sostenere il nuovo esecutivo passando quindi all’opposizione e dall’altro coloro che, fallito il tentativo di sostenere il governo giallorosso, sono tornati sui propri passi.

20 cambi di gruppo avvenuti a marzo 2021.

Da quest’ultimo punto di vista, l’evento più eclatante riguarda lo scioglimento del gruppo degli Europeisti al senato. Formazione che era nata proprio con l’obiettivo di assicurare una maggioranza al governo Conte II. Con la nuova ampia coalizione formatasi a sostegno del governo Draghi tuttavia tale gruppo non aveva più ragione di esistere e i suoi membri sono confluiti per la maggior parte nel gruppo misto.

I cambi di gruppo dal 2018 a oggi

La XVIII legislatura si è caratterizzata finora per 3 spartiacque principali: la nascita dell’esecutivo Conte II, l’emergenza legata al coronavirus e, da ultimo, la formazione del governo Draghi. Le due crisi politiche, in particolare, hanno comportato entrambe un numero significativo di cambi di gruppo.

I gruppi rappresentano la proiezione dei partiti all’interno del parlamento. Ogni parlamentare deve aderire ad un gruppo ma può scegliere a quale senza vincoli. E può anche cambiare liberamente nel corso della legislatura.
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Dei 229 cambi avvenuti nel corso dell’attuale legislatura, 143 si sono svolti alla camera e hanno visto protagonisti 126 deputati. Mentre quelli a palazzo Madama sono stati 86 per un totale di 65 senatori coinvolti (un parlamentare può cambiare anche più di un gruppo all’interno della stessa legislatura).

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 6 Aprile 2021)

Un dato particolarmente significativo riguarda il fatto che i cambi di gruppo registrati dall’inizio dell’anno hanno già superato tutti quelli avvenuti nel corso del 2020 (58). Possiamo dire quindi che la nuova crisi di governo ha provocato forti tensioni all’interno del parlamento. Tensioni i cui effetti sono sfociati in numerosi cambi di casacca, tuttora in corso, che hanno rivoluzionato la geografia del parlamento rispetto agli assetti scaturiti dalle elezioni del 2018.

Le “vittime” principali di questo fenomeno sono state fin qui essenzialmente 3: il Movimento 5 stelle, il Partito democratico e Forza Italia. I pentastellati hanno perso ben 91 parlamentari dall’inizio della legislatura (ma dobbiamo ricordare che molti di essi sono stati espulsi), il Pd ne ha persi 32 mentre Forza Italia 27. La maggior parte di questi transfughi è confluita nel gruppo misto che dall’inizio della legislatura, tra camera e senato, ha accolto tra le sue file 80 parlamentari.

FONTE: dati ed elaborazioni openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 6 Aprile 2021)

80 parlamentari confluiti nel gruppo misto da inizio legislatura.

Nonostante tutte queste defezioni, il M5s rimane però la prima forza del parlamento, rispettivamente con 164 deputati e 75 senatori. Al secondo posto troviamo la Lega con 130 deputati e 63 senatori. Al terzo posto il Partito democratico alla camera con 93 membri e Forza Italia al senato con 52. In quest’ultimo caso, il Pd è stato particolarmente indebolito dalla scissione di Italia viva. A palazzo Madama infatti i senatori dem attualmente sono 37.

Attualmente la camera è composta da 629 deputati poiché devono ancora tenersi le elezioni suppletive per sostituire Piercarlo Padoan che si è dimesso lo scorso novembre.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 6 Aprile 2021)

Analizzando la composizione della nuova maggioranza, possiamo notare che mentre a Montecitorio l’asse composto da Pd, M5s e Leu può godere di un buon margine rispetto alle forze di centrodestra che fanno parte della nuova maggioranza (Lega e Forza Italia), così non è al senato dove c’è un sostanziale equilibrio. In questo caso i gruppi “minori”, a partire da Italia viva, potrebbero ricoprire un ruolo di primo piano nella definizione dell’agenda dei lavori.

I cambi di gruppo nel dettaglio

Come abbiamo detto, le motivazioni che hanno portato ai cambi di gruppo registrati nelle ultime settimane sono diverse da quelle dei mesi precedenti e possono essere riassunte in due filoni principali. Da un lato troviamo gli “scontenti”, cioè i parlamentari che hanno deciso di non sostenere il nuovo esecutivo e che per questo motivo hanno cambiato gruppo o (nel caso del Movimento 5 stelle) sono stati espulsi. Dall’altro invece ci sono coloro che, fallito il tentativo di proseguire con il governo Conte II, hanno deciso di percorrere altre strade.

Se a gennaio i cambi di gruppo erano dovuti al tentativo di salvare il governo Conte II, adesso le motivazioni sono diverse.

Alla camera prosegue la “diaspora” all’interno del Movimento 5 stelle, con altri 4 deputati che hanno lasciato il gruppo. Tre di loro – Chiara Ehm, Cristian Romaniello e Simona Suriano – sono stati espulsi per non aver partecipato, senza una giustificazione ritenuta valida, al voto di fiducia al nuovo governo. Giorgio Trizzino ha invece lasciato in aperta polemica con la gestione del movimento.

Da notare che anche altri ex esponenti del M5s hanno ulteriormente cambiato posizione. Nello specifico, Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri dopo essere passati al gruppo misto sono infine approdati a Fratelli d’Italia. Francesco Forciniti ha invece deciso di aderire a L’Alternativa c’è che raggruppa diversi transfughi pentastellati contrari all’appoggio al nuovo governo. Da notare che tale gruppo, non potendo contare sul numero minimo di membri richiesti per potersi costituire in forma autonoma, al momento rappresenta una semplice componente all’interno del gruppo misto.

Per costituire un gruppo parlamentare occorre un numero minimo di venti deputati

Stesso discorso vale anche per la nuova forza di ispirazione ecologista Facciamo Eco. L’iniziativa portata avanti dalla deputata Rossella Muroni (già presidente di Legambiente, fuoriuscita dal gruppo di Liberi e uguali) ha raccolto per il momento l’adesione di altri 4 deputati: Alessandro Fusacchia, Lorenzo Fioramonti, Andrea Cecconi e Antonio Lombardo.

Molti parlamentari hanno cambiato di nuovo gruppo dopo i tentativi non riusciti di salvare il governo Conte.

Da notare che Fioramonti e Lombardo avevano iniziato la legislatura nelle file del Movimento 5 stelle. Entrambi approdano alla nuova componente ecologista dal gruppo misto. Lombardo in particolare aveva precedentemente aderito a Centro democratico. In questo mese la componente che fa capo a Bruno Tabacci ha perso anche un altro membro: Gloria Vizzini infatti (anch’essa ex membro del M5s) oggi risulta non essere iscritta a nessuna componente.

La mappa mostra il gruppo di partenza e quello di nuova destinazione di ogni parlamentare sia della camera che del senato. Non sono rappresentati i cambi di gruppo intermedi (ad esempio un passaggio dal gruppo misto prima di approdare in un altro gruppo). Le mappe tengono traccia anche dei cambi di componente all’interno del gruppo misto, anche se non si tratta di un vero e proprio cambio di gruppo.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 6 Aprile 2021)

Al senato invece il cambiamento più rilevante avvenuto a marzo riguarda lo scioglimento del gruppo degli Europeisti. Forza politica che era nata con l’obiettivo di sostituirsi a Italia viva nella precedente maggioranza. Non andata a buon fine questa operazione, il gruppo è stato sciolto lo scorso 29 marzo.

Molti ex membri del Movimento 5 stelle hanno cambiato di nuovo gruppo nelle ultime settimane.

Con la sola eccezione di Tatiana Rojc, rientrata nel Pd (da cui era stata “prestata” per raggiungere il numero minimo di 10 senatori richiesto dal regolamento per costituire un gruppo autonomo), gli altri membri sono tutti confluiti nel gruppo misto. Più nel dettaglio, Adriano Cario e Ricardo Merlo sono rientrati nel Maie da dove entrambi provenivano. Invece Mariarosaria Rossi (ex di Forza Italia) ha aderito alla componente Idea e cambiamo che fa riferimento a Giovanni Toti. Stessa destinazione per un’altra ex del M5s: Marinella Pacifico. Un’altra ex grillina ad essersi spostata è Tiziana Drago, passata a Fratelli d’Italia dopo aver aderito al gruppo misto.

Da segnalare infine il ritorno sui propri passi del senatore Eugenio Comincini che dopo essere uscito dal Pd per aderire a Italia viva ha scelto di compiere il percorso inverso.

Foto credit: Facebook Facciamo ecoLicenza

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