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Genocidio in Ruanda, la Francia declassifica i documenti di Mitterand

ROMA – Circa 8mila documenti, relativi al periodo tra il 1990 e il 1994 che precedette il genocidio in Ruanda, sono stati declassificati oggi in Francia. Le testimonianze provengono dagli archivi dell’ex presidente Francois Mitterand e del suo primo ministro Edouard Balladur. A questi documenti ha avuto accesso nei mesi scorsi una commissione d’inchiesta nominata dall’Eliseo per indagare sulle responsabilità francesi nel periodo precedente le stragi, cominciate dopo l’abbattimento con un missile dell’aereo a bordo del quale viaggiava l’allora presidente ruandese Juvenal Habyarimana.

COSA DICE IL REPORT

Secondo la commissione d’inchiesta francese, nominata con decreto del capo dello Stato Emmanuel Macron e coordinata dallo storico Vincent Duclert, nei primi anni Novanta del secolo scorso Parigi ebbe “responsabilità gravi e decisive”. Nel rapporto conclusivo dell’indagine, diffuso a fine marzo, non emerge però alcun coinvolgimento diretto della Francia nelle violenze.

La declassificazione dei documenti è coincisa con il 27esimo anniversario dell’inizio delle stragi, in quella che sulla base di una decisione delle Nazioni Unite è celebrata oggi come Giornata mondiale della memoria in onore delle vittime del genocidio in Ruanda. Tra l’aprile e il luglio 1994, furono uccise almeno 500mila persone, perlopiù tutsi ma anche hutu contrari alle violenze.

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