• Dom. Giu 20th, 2021

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Cerca un sicario sul ‘dark web’ per sfregiare con l’acido l’ex fidanzata: il pagamento in Bitcoin

È accusato di aver cercato un sicario sul “Dark Web” per sfregiare con l’acido la ex fidanzata, dietro un pagamento in Bitcoin, la moneta digitale non tracciabile. Per questo la polizia di Stato ha eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari, disposta dal gip del Tribunale di Roma, nei confronti di un quarantenne lombardo, esperto informatico e funzionario di una grande azienda

Un caso che a sua modo stabilisce un record: è infatti la prima volta che, attraverso un’investigazione su diversi piani operativi, reali e virtuali, gli investigatori del servizio polizia postale e delle comunicazioni, della squadra mobile e della polizia postale di Roma riescono a individuare tempestivamente e fermare il mandante di un grave delitto di violenza di genere, progettato nei minimi dettagli sul Dark Web.

L’indagine è partita lo scorso febbraio da una segnalazione dell’Interpol. La polizia di un Paese europeo aveva infatti acquisito sul Dark Web alcune conversazioni relative a un grave delitto su commissione. Un cliente sconosciuto chiedeva a un “intermediario” l’ingaggio di un “hitman”, affinché una donna, in Italia, fosse sfregiata con l’acido e costretta su una sedia a rotelle, e per questa prestazione aveva già effettuato il primo di alcuni pagamenti in Bitcoin. 

L’intermediario metteva in contatto il committente con un sicario, che si impegnava a portare a compimento l’incarico in breve tempo. Ma l’indagine, diretta dalla procura delle repubblica di Roma e svolta congiuntamente dal servizio polizia postale delle comunicazioni, dalla squadra mobile di Roma e dal compartimento polizia postale per il Lazio, ha consentito di identificare la vittima e portare alla luce, in brevissimo tempo, l’intera vicenda.

Gli investigatori della polizia postale, con il contributo della cooperazione di Europol, che ha effettuato l’analisi delle transazioni finanziarie e che ha supportato le complesse attività investigative per i risvolti internazionali, hanno identificato il responsabile dell’agghiacciante richiesta. Contemporaneamente, la sezione della squadra mobile di Roma, specializzata in reati di violenza di genere, ha ricostruito la vita della ragazza, le sue frequentazioni e i rapporti sentimentali, giungendo alle medesime conclusioni: dal profilo di un ex fidanzato è emersa una personalità morbosa e ossessionata dalla figura femminile. 

L’uomo, mentre inviava fiori e messaggi insistenti all’indirizzo della giovane donna, attraverso complesse pratiche informatiche di anonimizzazione e utilizzando la rete Tor, contattava un sito del Dark Web, richiedendo a soggetti denominati “Assassins”, dietro pagamento di una cospicua somma in Bitcoin, prestazioni finalizzate a provocarle lesioni gravissime.

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