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Calvario infinito per Zaki, altri 45 giorni in cella: respinta la richiesta di cambio dei giudici

Nessuna soluzione al calvario di Patrick George Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna da febbraio 2020 è recluso nel carcere di Tora, Il Cairo, in regime di detenzione preventiva con l’accusa di propaganda sovversiva contro l’Egitto. Il suo avvocato Hoda Nasrallahy all’Ansa ha dichiarato che la Corte d’Assise del Cairo ha rinnovato di altri 45 giorni la detenzione di Zaki. E la richiesta, presentata ieri dalla difesa, di un cambio dei giudici che seguono il caso.

Dell’udienza si era saputo ieri, dell’esito si è appreso soltanto oggi.

IL CASO – Zaki è stato arrestato lo scorso 7 febbraio. Soltanto lo scorso 22 novembre la custodia cautelare presso il carcere di Tora è stata rinnovata per altri 45 giorni. Le accuse sono di istigazione al terrorismo per alcuni post su Facebook. Il caso ha spinto Amnesty International a parlare di “accanimento giudiziario” e a chiedere “un’azione diplomatica” italiana “molto forte” sull’Egitto. I post incriminati sarebbero una decina. Tra i reati contestati anche la “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”. Per i capi dei quali Zaky è accusato, lo studente rischia 25 anni di carcere. I legali dello studente 29enne insistono su un aspetto: i post sarebbero stati pubblicati da un account quasi omonimo ma diverso dal suo.

Articolo in aggiornamento

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