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Storie di operai, teatro e anarchia la lotta di classe secondo Giorgio Bertani

Si chiama Giorgio Bertani editore ribelle (Le milieu edizioni- 143 pagine edilizioni Le Milieu) ed è un libro che nasce per celebrare con la ricostruzione di Marc Tibaldi un personaggio chiave della comunicazione nella storia del ‘68 più lungo del mondo. Insieme al libro c’è un docufilm con molte interviste ai tanti contatti di Bertani “editore ribelle”.
L’obiettivo non è solo parlare del passato. Anzi. Ma dare “un contributo per l’invenzione dì socialità dove solidarietà e sapere, dignità e rispetto possano liberare le potenze dell’intelligenza individuale e collettiva contro la presenza di vecchie e nuove destre razzismi integralismi e localismi”. Tutto questo a Verona la città di Bertani e nel mondo. Si tratta di evidenziare il filo rosso che collega movimenti passati e futuri, di riflettere sulle lotte di oggi. Il modo migliore di ringraziare Bertani (1937-2019).

È stato l’editore più significativo delle opere di Dario Fo e Franca Rame da Mistero Buffo al Fanfani rapito a Morte accidentale di un anarchico a Tutti uniti! Tutti insieme! Ma scusa, quello non è il padrone?, titolo quest’ultimo che dà molto da pensare sui giorni che stiamo vivendo adesso. L’archivio di Dario Fo e Franca Rame è stato depositato all’Archivio di Stato di Verona. «Come a curioso suggello di un sotterraneo legame tra la città e la coppia di artisti». La guerra di guerriglia di Che Guevara vendette centinaia di migliaia di copie come del resto La guerriglia nella metropoli del gruppo Baader Meinhof. Era il clima politico culturale dell’epoca metà anni Settanta con particolare attenzione all’editoria alternativa raccontato in alcuni saggi di Primo Moroni tra i quali un libro ormai cult, L’orda d’oro.

Per non dimenticare Ormai è fatta di Horst Fantazzini, cronaca di un’evasione racconto autobiografico con un capitolo di poesie. Un libro curato da Soccorso Rosso militante, struttura nata per fornire aiuto agli operai nelle lotte di fabbrica e ai militanti colpiti dalla repressione. Sulla relazione tra ecologia ambiente e lotta di classe Bertani pubblicò un testo innovativo di Jean Fallot dal titolo Sfruttamento inquinamento guerra scienza di classe in cui il dominio del capitale viene esaminato in tutte le sue articolazioni. Seveso, la guerra chimica in Italia nella collana dei quaderni di Triveneto porta sempre il marchio dell’editore veronese. Il 7 maggio del 1977 nell’ambito dell’inchiesta sugli incidenti del marzo a Bologna vengono perquisite diverse librerie tra cui la Calusca di Milano e Bertani viene arrestato per una pistola lanciarazzi trovata a casa sua.

Bertani riuscì a pubblicare titoli importanti anche nella cosiddetta stagione del riflusso, anni 80. Tra le opere, quattro significative dell’epistemologo marxista Ludovico Geymonat. Va ricordata la rivista di cinema Fotogramma di cui uscirono solo due numeri diretta da Gian Maria Volontè. Le crisi economiche più importanti della Bertani editore sono segnate da due tentativi di suicidio. Nel marzo del 1976 Giorgio Bertani si sparò al cuore salvandosi solo dopo una difficile operazione. Il 27 ottobre del 1989 per protestare contro lo sfratto dalla sede della casa editrice su incatenò e si recuse le vene del polso sinistro. Continuò con estrema difficoltà a pubblicare titoli chiudendo definitivamente nel 2001.

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