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Intrigo in Giordania, 20 arresti per presunto golpe: coinvolto il principe Hamza, fratellastro del re

Complotto di portata e interesse internazionale in Giordania. Un’ondata di arresti. Giro di vite si potrebbe dire se non si susseguissero in queste ore ipotesi, dichiarazioni, smentite, trame ancora oscure. Ci sarebbe dietro un colpo di stato ai danni del re Abdallah II. E quindi una ventina di arresti tra alti dignitari del regno. Il nome che fa scalpore è quello di Hamzah bin Hussein, fratellastro del monarca.

Il principe ha mandato un video alla BBC affermando di essere stato costretto agli arresti domiciliari. “Ho avuto una visita del capo di stato maggiore delle forze armate giordane che mi ha informato che non mi era permesso uscire, comunicare o incontrare persone perché durante incontri a cui avevo partecipato – o sui social o durante visite da me compiute – erano state espresse critiche al governo o al re “. E quindi ha aggiunto di non essere stato accusato direttamente di aver espresso delle critiche.

“Non sono responsabile del crollo della governance, della corruzione e dell’incompetenza che è stata prevalente nella nostra struttura di governo negli ultimi 15-20 anni e che ora sta peggiorando. E non sono responsabile neanche della mancanza di fiducia che le persone hanno nelle istituzioni. Si è raggiunto un punto in cui nessuno è in grado di parlare o esprimere opinioni su qualsiasi cosa senza essere vittima di bullismo, arrestato, molestato e minacciato”.

La tesi del complotto contro il re è stata subito riportata dal Washington Post che ha parlato con fonti dell’intelligence. Il capo di stato maggiore giordano, generale Yousef al Huneiti, ha fatto sapere che ad Hamzah è stato intimato di astenersi da spostamenti e da altre attività che potrebbero essere sfruttate per destabilizzare il regno hashemita. Amman ha negato ufficialmente gli arresti domiciliari di Hamzah. Gli altri venti dignitari sono stati motivati per ragioni “di sicurezza”.

Hamzah, ex principe ereditario, è stato privato del titolo nel 2004. È figlio di re Hussein e di Noor, quarta moglie di origini americane. È cresciuto con dodici tra fratelli e fratellastri. Il suo titolo è stato conferito a Hussein, primogenito di Abdallah II e della regina Rania. Ha denunciato che il suo telefono e internet gli sono stati interrotti. La dichiarazione alla Bbc sarebbe arrivata attraverso l’avvocato.

L’intrigo di palazzo o il presunto tale è quindi al momento ancora un enigma. Il palazzo di Abdallah II è protetto da mezzi blindati e militari. La Giordania è un Paese fondamentale per la nuova amministrazione americana del presidente Joe Biden. Un Paese fondamentale negli equilibri della Regione. Sulla monarchia preme la crisi economica, peggiorata dalla pandemia da coronavirus, e le pressioni affinché il re riveda l’accordo di pace firmato con Israele ventisette anni fa.

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