• Lun. Giu 21st, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Il sogno del procuratore Francesco Greco: fare fuori Salvini e Fontana con una Mani Pulite 2

I concorrenti urgono alle porte e Francesco Greco non ha ancora preparato la valigia. Dall’altra parte della città, a Palazzo Lombardia, altri Unni stanno spintonando Attilio Fontana perché lasci loro il posto, ma nel suo caso non è previsto il pensionamento. Non per legge, per lo meno. Sinistra e Cinque stelle attendono che una nuova Mani Pulite consegni nelle loro mani il governo della principale Regione italiana. E chiedono aiuto a Francesco Greco.

Che il procuratore capo della repubblica di Milano in novembre compirà 70 anni e sarà costretto e cedere ad altri la propria scrivania al quarto piano del Palazzo di giustizia, è cosa così nota che il bravo giornalista non dovrebbe neppure ricordarla. Così come il fatto che tra i tanti concorrenti a succedergli, ma che forse non avrebbero, almeno in teoria, i titoli previsti dal Csm per quell’incarico, ci sia anche il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, non è ignorato negli ambienti giudiziari e politici. Lui i titoli e la carriera “giusta” (lo stile sceriffo ricorda un po’ quello ambrosiano d’un tempo) li avrebbe. Certo che l’aver avallato con la propria prefazione un testo scombiccherato e antisemitico come “Strage di Stato”, lo costringe ora a correre con il freno a mano tirato. Anche perché la sua presenza a Milano sarebbe sicuramente un fatto traumatico, soprattutto perché spezzerebbe una tradizione antica quando le guerre puniche e rinnovata anche quando comandava Palamara: l’ex fortino di Mani Pulite è riservato a Magistratura Democratica, e giù le mani.

Pur se nella testa di Francesco Greco il problema è ben radicato, e al suo fianco c’è un aggiunto come Maurizio Romanelli che vorrebbe avere dal suo capo il la per scaldare i motori al più presto, di ben altro metallo è forgiata l’argenteria che non vorremmo il procuratore fosse costretto a lasciare incustodita nel mese di novembre. Si tratta di cose fatte che non possono essere lasciate a metà, soprattutto se si sta pensando a una successione interna. Ricordate il grande scandalo del 2018, quando gli occhiuti inviati del settimanale l’Espresso colsero in flagranza di conversazione Gian Luca Savoini, presidente dell’Associazione Lombardia-Russia (e amico di Salvini) all’hotel Metropol di Mosca? E ricordate che la procura di Milano indagò lui e un altro paio di persone per corruzione internazionale? Non risulta ci siano state persone condannate e neanche rinviate a giudizio, l’ultima notizia è di un anno fa, quando è stata richiesta (e accordata) una proroga delle indagini. Non vorremmo che un’inchiesta giornalistica e giudiziaria così importante, soprattutto di questi tempi in cui vanno di moda le spie russe, finisse su un binario morto. E che nessun risultato entrasse nella valigia del procuratore Greco quando lascerà l’ufficio.

E insieme a questa, che però è la più importante (caspita, corruzione internazionale!), vorremmo veder concluse tutte le imputazioni e anche gli sfioramenti che, partendo da commercialisti piuttosto che amministratori della Lega, portano sui fascicoli le impronte digitali di Matteo Salvini. E le evasioni fiscali (da dimostrare e semmai prescritte) e l’autoriciclaggio della rogatoria svizzera di Fontana su cui il procuratore capo ha addirittura sentito il bisogno di emettere un comunicato stampa. Non possono esser lasciate a metà, inchieste di tale rilevanza politica, proprio nella città del segretario leghista e nella Regione il cui presidente è dello stesso partito. Per non parlare degli “scandali” delle case di riposo, e in particolare di quel Pio Albergo Trivulzio con quella reputazione così brutta ma dove, a quanto pare, con tempi da record gli amministratori sono persino riusciti a vaccinare tutti, anziani e personale. C’è ancora un’inchiesta aperta o no? La giunta regionale di centro-destra ha qualche responsabilità penale o no? Mettiamo qualcosa in valigia.

È importante, dottor Francesco Greco, e qui mi rivolgo a Lei con deferenza ma anche con una certa urgenza. Perché se non ci pensa lei, se lei non si porta via in valigia tutte queste prelibatezze cotte a puntino, come fanno i partiti di sinistra e dei Cinque stelle a cacciare quelli che l’ex assessore (e mancato sindaco) Pierfrancesco Majorino, con una gaffe storico-politica chiama “la banda dei quattro”, cioè Fontana, Moratti, Bertolaso e Salvini (che non c’entra niente ma sempre bene)? Mica dovranno aspettare la scadenza naturale delle elezioni regionali, poi candidarsi e magari vincere, le pare? Più facile chiedere il commissariamento della Regione e continuare a brontolare. In attesa di una muova Mani Pulite che faccia vincere facile.

L’articolo Il sogno del procuratore Francesco Greco: fare fuori Salvini e Fontana con una Mani Pulite 2 proviene da Il Riformista.