• Gio. Giu 17th, 2021

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Zuppa di cozze fuorilegge, multa e chiusura per ‘A figlia d’o Marenaro’: “Scusateci, maledetto covid”

Decine di auto parcheggiate in doppia fila, caos e tensione anche dopo le 23 all’esterno del ristorante “A figlia d’o Marenaro“, uno dei riferimento a Napoli soprattutto per la zuppa di cozze, piatto tipico del giovedì santo. E’ quanto registrato ieri sera dagli agenti della polizia municipale partenopea, intervenuti in serata all’esterno dell’attività di ristorazione gestita da Assunta Pacifico. Molte, probabilmente troppe – così come ammesso dalla diretta interessata – le ordinazioni arrivate nel corso della giornata. In tanti, probabilmente perché impazienti di aspettare la consegna a domicilio, si sono riversati già dalle 20 all’esterno del ristorante presente in via Foria.

Si sono vissute scene da panico con assembramenti ingiustificati e asporto andato avanti anche dopo le 22, orario limite stando all’ultimo decreto sull’emergenza coronavirus. Per i gestori del locale che vendevano da asporto oltre l’orario consentito – spiega il comandante della polizia municipale, il generale Ciro Esposito – scatterà la multa e un periodo di chiusura dell’attività” che dovrebbe essere di cinque giorni.

Le volanti di polizia e municipale sono intervenute poco dopo le 23 accertando la presenza non consentita di numerose persone ancora in attesa di ricevere la zuppa di cozze ordinata.

Fa mea culpa il ristorante ‘A figlia d’o Marenaro” che sui social chiede scusa: “Siamo consapevoli che ieri, in un giorno ancor più carico di emozioni per noi napoletani e di malcontento generale per non poter “festeggiare” come un tempo il Giovedì Santo, la situazione è andata oltre le aspettative. Tra asporto e delivery, l’aria di tensione generale non ha reso facile lo svolgere delle quotidiane azioni. Siamo davvero molto rammaricati per il disagio: ci scusiamo con le forze dell’ordine, la polizia, i carabinieri, tutti molto presenti in via Foria, e con tutti i nostri clienti. Il disagio è stato creato da una catena di situazioni, non dovuti esclusivamente alla nostra organizzazione. Siamo dispiaciuti di non aver potuto soddisfare ed evadere gli ordini, di aver consegnato in ritardo. Questo maledetto Covid è stato capace di destabilizzare gli animi e la vita di tutti. Cogliamo l’occasione anche per ringraziare tutti per la comprensione e la pazienza”.

“È oltre un anno – prosegue – che viviamo una situazione “fuori dal normale”. Il nostro desiderio  spiega in un post sui socia – è sempre stato quello di offrire un servizio di qualità, in linea anche con le esigenze e le difficoltà del momento. Ogni Giovedì Santo, da oltre cinquant’anni, abbiamo sempre fatto il nostro meglio per garantire alta qualità, cercando di emozionare i nostri clienti, di farli sentire coccolati. Abbiamo accettato l’opzione della consegna a domicilio solo ed esclusivamente per andare incontro ai nostri clienti e, visto il prolungamento della pandemia, per dare ai nostri collaboratori un’ulteriore garanzia di lavorare. Era pensabile che, in un giorno come quello di ieri, dove si è registrato un picco di traffico importante in città, ci sarebbero state difficoltà con le consegne, ma mai immaginavamo quel livello di ingorghi”.

“Spiegare il nostro stato d’animo, un misto tra trepidazione, gioia di lavorare come “ai vecchi tempi”, tensione di fare e dare il meglio, non è facile. Siamo stati pionieri nella chiusura del ristorante lo scorso 9 marzo 2020 perché la salute è, per noi, al primo posto. Da sempre, siamo riconosciuti dai clienti proprio per eccellere nella pulizia. Siamo stati tra i primi ad essersi adeguati alle norme per poter esplicitare un nostro diritto: lavorare” aggiunge.

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