• Mer. Giu 16th, 2021

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Un anno in terapia intensiva Covid, i segni su un infermiere: “Così sono invecchiato lavorando in ospedale”

I segni evidenti delle difficoltà, della fatica e della stanchezza dopo un anno nel reparto di terapia intensiva Covid: la barba e i capelli diventati grigi, le rughe sempre più evidenti così come lo sguardo svuotato.

È la trasformazione chiarissima che traspare dal volto di Victor Aparicio, operatore sanitario dell’ospedale Gregorio Marañón di Madrid, che su Twitter ha postato due foto in un confronto impietoso: la prima, quella a destra, risale ad un anno fa, quando l’infermiere 40enne era ospite di un collegamento televisivo per il telegiornale dell’emittente spagnola TeleCinco; la seconda è invece un selfie di pochi giorni fa.

Un anno separa queste due immagini. Penso che il cambiamento esterno sia evidente. Non si può immaginare quello interiore”, è il laconico commento di Victor Aparicio alle foto, diventata virali sul web.

Sul social network l’infermiere spagnolo si sfoga per una condizione che in realtà è comune anche negli altri Paesi, Italia compresa. Per Aparicio “come abbiamo potuto dimenticare così in fretta e ‘normalizzare’ quello che non sarebbe mai dovuto essere normale. È passato solo un anno. Da eroi a cattivi. Mi fa male il petto. Molto”.

L’infermiere ricorda quindi che “un anno dopo aver parlato con i media denunciando la precaria situazione dei sanitari, sono stanco e indagato dal mio ospedale. Che tristezza, che frustrazione, che rabbia…Non riesco a capire”.

Una situazione e uno sfogo simile a quello vissuto quotidianamente da migliaia di sanitari italiani, che un anno dopo lo scoppiare della pandemia sono ancora in prima linea negli ospedali contro il Coronavirus, tra turni massacranti in corsia e straordinari, oltre al rischio di contrarre il virus.

L’articolo Un anno in terapia intensiva Covid, i segni su un infermiere: “Così sono invecchiato lavorando in ospedale” proviene da Il Riformista.