• Dom. Giu 13th, 2021

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Israele corre, vaccinato il 60% della popolazione: “Via la mascherina entro aprile”

Israele sta vincendo la sua corsa contro il covid: sono state somministrate un po’ più di 10 milioni di dosi, quasi cinque milioni le persone vaccinate, il 60% della popolazione circa. Si pensa addirittura a mettere via la mascherina, almeno all’aperto. Una campagna che fa ben sperare anche il resto del mondo alle prese con l’emergenza coronavirus. Il tasso di contagiosità infatti è sceso sotto lo 0,6% e il tasso di mortalità è calato più del 70%. A riportare i dati, in un’intervista a SkyTg24 è stato Arnon Shahar, responsabile della task force vaccinale nel Paese.

Per l’esperto quello che sta succedendo in Israele succederà anche in Italia e in Europa. Questione di tempo insomma, “ci vorrà un po’ di tempo ma è un piano fattibile”, anche se l’Ue va a rilento, l’Organizzazione Mondiale della Sanità accusa Bruxelles di una campagna “inaccettabilmente lenta”, i vaccini scarseggiano, le Regioni si lamentano mentre il ministro della Salute Roberto Speranza annuncia che entro la fine dell’estate tutti gli italiani che lo vorranno, potranno vaccinarsi.

”L’importante è andare avanti con le vaccinazioni” contro il Covid-19 piuttosto che soffermarsi su ”quale vaccino utilizzare”. Anche Israele ha avuto tra l’altro alcuni “casi di allergie che hanno fatto valutare lo stop della campagna di vaccinazione, ma poi siamo andati avanti guardando con gli occhi dei medici e degli scienziati”. Lo stop di quattro giorni del vaccino AstraZeneca in Italia ha fatto perdere circa 200mila somministrazioni.

”Per quanto riguarda gli over 50 siamo quasi al 90% di vaccinati, per gli over 30 più dell’80 per cento, e per gli over 20 il 77% della popolazione’‘, ha aggiunto Shahar che ha commentato una Pasqua diversa, in casa e in famiglia, ma anche la speranza di “poter togliere la mascherina all’aperto entro la fine di aprile”.

Shahar ha quindi raccontato di essere stato “ieri sera a un concerto con quasi mille persone, tutte con patentino verde che dimostra che sono state vaccinate o guarite da Covid e con la mascherina”. Il Green Pass è stato introdotto per accedere a palestre, hotel, piscine, eventi sportivi e culturali e dimostra di aver ricevuto la seconda dose del vaccino almeno una settimana fa. Il Pass ha validità soltanto per la giurisdizione israeliana e dura sei mesi. Si ottiene attraverso un sito appositamente allestito.

Le scuole intanto “sono aperte, anche se non totalmente”, come le elementari, le “medie ‘in capsule’ e stiamo valutando se fare tornare anche loro alla normalità”. Centinaia anche i bambini appartenenti alle categorie di fragili – immunodepressi, cardiopatici, problemi polmonari – che hanno ricevuto il vaccino Pfizer-BioNTech. “Non è una vera campagna di vaccinazione per i bambini, ma si tratta di autorizzazioni concesse da una commissione straordinaria per gli over 12 anni e gli under 16 che si trovano in condizioni mediche molto speciali” e per i quali ”era maggiore il rischio di non essere vaccinati”.

Israele è diventato un modello per la campagna vaccinale. La strategia è stata messa a punto il 19 dicembre, ma pianificata da settembre, quando i preparati praticamente non esistevano ancora o non erano stati approvati. I dati hanno provato una prevenzione del 100% contro la malattia grave e del 95% nei confronti del contagio. Dati positivi anche per quello che riguarda le varianti. Si è partiti da personale sanitario e vulnerabili. A fare la fortuna della campagna è stato la scelta di Pfizer di puntare sul Paese come laboratorio esclusivo per testare i vaccini. Uno Stato piccolo, che ha potuto puntare a vaccinare l’1,5% della popolazione al giorno, con picchi del 2%, e quindi circa 130mila somministrazioni ogni 24 ore.

Dall’esplosione della pandemia in Israele, secondo i dati della Johns Hopkins University, sono stati quasi 834mila i contagi e 6.220 i decessi a causa del covid-19.

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