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Chi è la nonna di Fedez, lo scontro tra Chiara Ferragni e la Lombardia per il vaccino

Chiara Ferragni accende la polemica del giorno: con la Regione Lombardia. Protagonista della querelle la nonna del marito, il cantante Federico Lucia in arte Fedez. La signora si chiama Luciana Violini. L’influencer e imprenditrice ha pubblicato un lungo post su Instagram spiegando che la nonna di suo marito ha compiuto pochi giorni fa 90 anni e che oggi avrebbe ricevuto il suo vaccino anti-covid. Questo solo però dopo le critiche della stessa Ferragni attraverso alcune stories sui social. “Lei è la nonna di Fedez? Alle 12 può venire a fare il vaccino”, la telefonata dell’operatore. Una versione che la Regione ha smentito.

Luciana Violini, 90 anni, è la nonna del cantante che nel settembre 2018 ha sposato l’imprenditrice e influencer a Noto, in Sicilia. I due hanno avuto due figli: Leone e Vittoria, quest’ultima nata il 23 marzo 2021. Federico Lucia aka Fedez è nato a Milano nell’ottobre 1989. È cresciuto a Buccinasco ma la sua famiglia è originaria di Castel Lagopesole, frazione del Comune di Avigliano in provincia di Potenza, in Basilicata.

In un’intervista di qualche anno fa al Corriere della Sera ha raccontato di discendere dal brigante Ninco Nanco, luogotenente del generale Carmine Donatelli Crocco di Rionero, una figura piuttosto influente nella rivolta che coinvolse circa 10mila persone, oltre 6mila fucilati, feriti o imprigionati secondo i numeri riportati dal patriota e politico Umberto Zanotti Bianco. Una specie di guerra civile che durò circa cinque anni, con tribunali militari, stato d’assedio e l’incendio dei boschi come tattica istituita dalla Legge Pica. Impiegati 120mila soldati. “Leonardo era mio nonno paterno, di Castel Lagopesole, 600 abitanti in Basilicata. Tramite mia nonna ho un legame di sangue con Ninco Nanco, il brigante: nella foto del suo cadavere è uguale a mio padre”, aveva detto Fedez. Ninco Nanco fu giustiziato il 13 marzo 1864.

Il post su Instagram di Chiara Ferragni, dal titolo “BASTA”:

“Se ieri ero arrabbiata oggi lo sono ancora di più pensando che nonna Luciana, che aveva diritto di essere vaccinata da mesi, riesce a far rispettare un suo diritto solo perché qualcuno ha paura che io possa smuovere l’opinione pubblica. E invece, le altre nonne che hanno lo stesso diritto e non hanno chi può farsi sentir mediaticamente come faranno? Chiedo il vaccino per tutte loro, per tutte le persone fragili, per tutti coloro i cui diritti fino a oggi sono stati calpestati. Ho molto riflettuto nelle ultime settimane se espormi e dire la mia su una situazione molto complicata e più grande di me o no, ma dopo questo ho deciso di farlo. Ho letto molto, mi sono informata cercando di ascoltare pareri diversi di gente che reputo esperta e con opinioni discordanti ma ho deciso di parlare e dire quanto sono delusa, dispiaciuta, amareggiata e anche un po’ incazzata. Incazzata nel leggere ancora di altri 500 morti solo ieri. Sono incazzata perché da più di un anno siamo chiusi in casa, da più di un anno la gente muore, da più di un anno i bambini non vanno a scuola e si chiede alle aziende, ai commercianti, ai ristoratori e non solo di avere pazienza e tenere duro. Ma la gente che ha dovuto chiudere le proprie attività è stanca, sono stanchi i miei amici in cassa integrazione sono stanchi e stanno ancora peggio quelli che il lavoro lo hanno perso. Prima non si riescono a comprare le mascherine o si comprano dalla Cina e sono pure troppo care, poi non si hanno i reagenti per i tamponi, e poi saltano i tracciamenti dei contagi e non si sono rinforzate le terapie intensive e adesso sto casino con i vaccini.

Vedere l’Europa a corto di vaccini perché non è riuscita a fare un accordo decente con le case farmaceutiche è desolante. Vedere la Lombardia che fa un caino dietro l’altro è scoraggiante. Mi fa arrabbiare vedere i responsabili che continuano a sbagliare, sia quelli che c’erano e sono andati via che quelli che ci sono sempre stati e sono ancora sulle loro poltrone senza vergogna. Fino ai nuovi responsabili, quelli che sono arrivati e non si prendono le colpe di quello che continua a succedere. A me, come a tutti, non interessa chi siete, da quale partito arrivate e quale è la vostra storia, quello che ci interessa è l’incapacità di non riuscire nemmeno a prendere correttamente le prenotazioni di un vaccino di quello che potrebbe essere il nonno di tutti e si è fatto chilometri nella speranza di vaccinarsi.

 

 

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Un post condiviso da Chiara Ferragni ✨ (@chiaraferragni)

Quello che ci lascia senza parole è vedere quanto siamo indietro con le vaccinazioni nonostante siamo stati i primi in Italia a trovarci in questo casino e a causa vostra saremo gli ultimi a uscirne. Vogliamo che vi diate una mossa, che se sbagliate chiedete scusa e poi lasciate le vostre poltrone a chi ne ha le capacità. Vogliamo che chi sbaglia paga, come è giusto che sia. Vogliamo vaccinare il prima possibile i nostri cari più fragili e smettere di aver paura che tra quei morti al giorno possano esservi i nostri affetti. Da persona privilegiata quale sono nelle scorse settimane ho pensato a cosa avrei potuto fare per aiutare a migliorare la situazione come ho provato a fare lo scorso hanno ma non ho trovato una soluzione. E allora ho capito che intanto potevo fare questo appello per tutti i messaggi di followers che mi hanno raccontato le loro storie durissime legate al covid e mi hanno chiesto di parlarne.

Questo appello lo faccio a Mario Draghi, persona che stimo e per la quale va il mio supporto e comprensione perché non posso nemmeno immaginare quanto è incasinata la situazione che ha ereditato. Questo appello lo faccio ancora di più ad ogni singolo politico, ministro, parlamentare, presidente di regione, ecc. a loro dico: basta chiacchierare! Basta! Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare perché la gente è stanca! Vogliamo tornare ad essere orgogliosi di essere lombardi, italiani, europei! Perché oggi non siamo più certi di poterlo essere! #svegliaItalia #wakeupEurope”

L’ATS – “Nessuno dei nostri operatori ha chiesto alla signora se fosse ‘la nonna di Fedez’”, ha replicato l’Ats della Città Metropolitana di Milano in una nota. “L’Ats Città Metropolitana di Milano riceve ogni giorno decine di segnalazioni in merito a cittadini over 80 che non sono stati ancora convocati per la vaccinazione anti-Covid. Alla luce di verifiche nella maggior parte di casi si tratta di disguidi dovuti a errori nella compilazione della domanda, tutte queste persone vengono contattate telefonicamente e convocate per la somministrazione”, spiega l’ATS. La nonna di Fedez sarebbe stata contattata oggi perché gli operatori stanno “recuperando” chi ha aderito alla campagna vaccinale commettendo errori nella compilazione della domanda. Nel caso specifico la nonna di Fedez avrebbe “omesso il comune di residenza nella compilazione dell’adesione”.

LEGA – La risposta del vicecapogruppo alla Regione Lombardia Andra Monti. “La Lombardia sta al top nelle vaccinazioni dei novantenni. Però, secondo la Ferragni noi facciamo schifo. Perché non abbiamo vaccinato la nonna di Fedez! – ha dichiarato – La campagna vaccinale è una corsa contro il tempo ma in questi giorni il caso mediatico monta attorno ad una delle coppie più social del mondo: i Ferragnez”. Il sistema di prenotazione è comunque sotto attacco da settimane. Il sistema Aria è stato accantonato dopo i ritardi delle scorse settimane. A partire da domani sarà attivo il sistema di prenotazione di Poste Italiane. A oggi la Lombardia ha somministrato 1.678.434 dosi su 1.980.280 dosi consegnate, l’84,8% del totale. Il totale delle somministrazioni totali sono 10.591.038 mentre sono 3.318.983 le persone che hanno ricevuto la prima e la seconda dose.

L’articolo Chi è la nonna di Fedez, lo scontro tra Chiara Ferragni e la Lombardia per il vaccino proviene da Il Riformista.