• Gio. Giu 24th, 2021

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Coronavoirus: aumentano contagi e morti, ricoveri in calo per il terzo giorno di fila

Sono 23.649 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nel bollettino di giovedì primo aprile. Contagi emersi dall’analisi di 356.085 tamponi (tra molecolari e antigenici), circa 5mila più del giorno precedente quando i positivi accertati sono stati 22.673. Con questi dati il tasso di positività sale di poco: oggi è al 6,6% (+0,2%), ciò vuol dire che su 100 tamponi eseguiti sono poco più di sei quelli risultati positivi. Sale a 3.607.083 il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2 dall’inizio dell’epidemia.

Ancora alto il numero dei decessi. Sono 501 quelli registrati nelle ultime 24 ore, ieri erano 501, per un totale di 109.847 vittime da febbraio 2020. I guariti sono complessivamente 2.933.757, 20.712 quelli nell’ultimo giorno (ieri +23.744). Le persone in Italia attualmente positive tornano ad aumentare e toccano quota 563.479, pari a +971 rispetto a ieri (-324 il giorno prima).

La situazione negli ospedali

Calano per il terzo giorno di fila i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Sono 3.681 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 29 meno di ieri, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione sono 244 (283 ieri). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 28.949 persone, in calo di 231 unità rispetto a ieri. A livello territoriale, le Regioni con il maggior numero di contagi sono la Lombardia (4.483), il Piemonte (2.584), Puglia (2.369) e Campania (2.258) e Lazio (1.838)

Stando all’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, nella settimana 24-30 marzo si è registrato un calo dei contagi (-5,9%) rispetto ai sette giorni precedenti, ma i decessi segnano un aumento del +4,2%. Secondo Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, le vittime diminuiranno da metà aprile. Le dosi di vaccino somministrate sono oltre 10,3 milioni. I cittadini che hanno ricevuto la seconda dose sono più di 3,2 milioni.

Il report Gimbe

In Italia, rispetto alla precedente settimana, si rileva “una lieve riduzione dei nuovi casi (141.396 contro 150.181) a fronte di un incremento dei decessi (3.000 contro 2.878)”. Lo sottolinea il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sulla settimana 24-30 marzo. Stabili i casi attualmente positivi (562.832 contro 560.654) e le persone in isolamento domiciliare (529.885 contro 528.680), in aumento i ricoveri con sintomi (29.231 contro 28.428) e le terapie intensive (3.716 contro 3.546). “Per la seconda settimana consecutiva – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – a livello nazionale si rileva una lenta discesa del numero di nuovi casi e del loro incremento percentuale, anche se il dato risente di notevoli differenze regionali correlate al livello di restrizioni di 3 settimane fa”. In 9 Regioni, spiega il report, l’incremento percentuale dei nuovi casi è ancora in crescita, soprattutto in 4 Regioni che 3 settimane fa si trovavano in area bianca o gialla (Calabria, Liguria, Sardegna e Valle d’Aosta). Al contrario si rilevano riduzioni rilevanti in Regioni che 3 settimane fa erano in zona arancione o rossa. Inoltre, in 10 Regioni aumentano i casi attualmente positivi, dato che si riflette anche a livello nazionale.

“Sul versante ospedaliero entrambe le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid in area medica (sopra il 40%) e in terapia intensiva (sopra il 30%) sono superate a livello nazionale, attestandosi rispettivamente al 44% e al 41%: 10 le Regioni sopra soglia per l’area medica e 13 quelle per le terapie intensive”. Lo afferma Renata Gili, responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe, commentando il monitoraggio indipendente relativo alla settimana 24-30 marzo. In particolare, si legge nel report, l’occupazione di pazienti Covid in terapia intensiva supera il 40% in Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Toscana, Molise, Lazio e il 50% in Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Emilia-Romagna, con valori superiori al 60% in Lombardia e nelle Marche. “Sul fronte dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – dopo la frenata registrata la scorsa settimana, il dato si è stabilizzato”.

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