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Lombardia, su nomine Fnm tensione nel centrodestra: dopo Fdi insorge anche Fi

DiRed Viper News Manager

Mar 31, 2021

MILANO – Non solo Fratelli d’Italia, non rappresentata nel cda di Ferrovie Nord Milano (controllata dalla Regione Lombardia al 57%), con conseguente abbandono della riunione di giunta ieri degli assessori meloniani Riccardo De Corato e Lara Magoni. C’è anche il mal di pancia di Forza Italia– a quanto apprende la ‘Dire’- sulle nomine proposte da Palazzo Lombardia per il nuovo consiglio di amministrazione di Fnm da varare entro la fine di aprile. La disputa tra Fdi e la giunta ha costretto di fatto ad allargare da 5 a 7 le nomine (da 4 politici e un membro di Fs a 6 politici e un membro di Fs). Delle sei nomine indicate, accanto ai cinque leghisti, l’azzurro, il bergamasco Gianantonio Arnoldi, doveva accontentare Forza Italia. E invece non è così. Arnoldi è vicino all’ex assessore ai Trasporti della giunta Maroni, quell’Alessandro Sorte che da Forza Italia è migrato già da tempo nella formazione di Giovanni Toti, ‘Cambiamo’.

Un vero smacco per gli azzurri e soprattutto per il coordinatore regionale Massimiliano Salini: un forzista bergamasco vicino a Toti non è proprio un bel bottino, considerando il rischio che Bergamo, territorio dove ‘Cambiamo’ in passato ha sottratto consensi agli azzurri, diventi una vera e propria polveriera per i berlusconiani.

Lo strappo di FdI pare invece calcolato e che faccia parte di una strategia ben consolidata di allontanamento dalla Lega. La sempre crescente intolleranza di FdI nei confronti del Carroccio sarebbe dovuta da una parte a presunte inefficienze comunicative leghiste, e dall’altra da un quadro nazionale che vede Fratelli d’Italia all’opposizione del governo Draghi nei confronti dei governativi Lega e Forza Italia: una situazione spinosa, nonostante FdI in Lombardia venga considerata comunque una forza ‘residuale’, se non altro contando i numeri tra assessori (due, eletti) e consiglieri (tre, due ripescati e uno, Federico Romani, confluito da Forza Italia). Insomma i binari FnM potrebbero far scorgere dal finestrino nuovi e inediti scorci nel panorama del centrodestra regionale (e non solo).

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