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Il ritorno dei 99 Posse con “la gang” di Mario Draghi: nuovo scontro a distanza con Salvini

DiRed Viper News Manager

Mar 31, 2021

Il governo Draghi come la Dark Polo Gang o gli Fsk Satellite, nella copertina del nuovo singolo dei 99 Posse. Anche se non c’è traccia del Partito Democratico del segretario dimissionario Nicola Zingaretti o del nuovo insediato Enrico Letta. La Posse torna, a trent’anni dalla loro nascita, con un singolo intitolato Comanda la gang, per l’appunto, e fanno subito discutere.

In copertina il capo del governo Mario Draghi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il segretario della Lega Matteo Salvini e il segretario di Italia Viva Matteo Renzi. Tutti tatuati e agghindati come una band di trapper dal fumettista e cantante, leader della band Tre allegri ragazzi morti, Davide Toffolo. Draghi tatuato anche in volto: B C E, l’acronimo della Banca Centrale Europea che ha guidato dal 2011 al 2019. E quindi in petto il celebre “whatever it takes”, sulle braccia i simboli delle valute – dell’euro, del dollaro e della sterlina – della Bce ancora, la scritta cool, le iniziali MD – a richiamare il TDM del cantante e leader dei 99 Posse Luca Persico detto O’Zulù, acronimo di “Terrone di merda”.

Sul braccio di Mattarella l’enigmatica scritta “io sono voi”, in petto il simbolo della Trinacria, la sua Sicilia. Renzi è tutto una trivella, c’è anche un barile di petrolio, la scritta “Guelfi e Ghibellini”. Osservato speciale è Matteo Salvini con tanto di crocifisso, ex voto, sul braccio la scritta “Papeete o morte”, il trasformismo con le scritte Padania e Italia cancellata e seguite da Europa, l’illuminazione nei giorni di formazione del governo Draghi, mentre continua a dialogare con il Primo Ministro ungherese, euroscettico e populista, Viktor Orban.

“Ancora nel mirino dei 99 Posse, ne sono onorato. Anche se continuo a preferire De Andrè, Vasco, Bennato e i Pink Floyd”, ha commentato su Twitter il leader del Carroccio, che ha denunciato i 99 Posse per diffamazione. Nel 2015 Marco Messina in un video si appellò al leader della Lega apostrofandolo con una tipica offesa napoletana. “È da un po’ che ho imparato che cosa voglia dire in napoletano l’offesa ‘Si na lota’ – ha detto Salvini ai giornalisti all’esterno del Palazzo di Giustizia di Napoli – Il giudice mi ha ripreso, dicendomi che non si possono ripetere le parolacce in aula”.

I 99 Posse non si sono presentati in aula. “Per me se i 99 Posse chiedono scusa e versano mille euro a una qualsiasi associazione di volontariato del territorio la vicenda è chiusa perché i tribunali hanno cose più importanti di cui occuparsi”, aveva aggiunto Salvini. Uno scontro a distanza che è continuato dopo la pubblicazione della copertina del singolo: “Il querelante scrive che per lui è un onore essere nel nostro mirino – ha replicato ancora O’ Zulù – Non rispondo nemmeno. Il querelante sta, ancora a quanto pare, proprio in fissa con noi. È il suo modo di esprimere l’affetto. Ed è un pochino anche il mio. Le forze in campo sono sempre state impari, i colpi bassi sono stati tanti, eppure questo amore impossibile ha continuato a vivere in ogni nostra parola. Ma adesso è finita. Da oggi lui per me sarà solo il querelante. Non lo chiamerò mai più lota. Questo privilegio lo ha perso quando mi ha trascinato in un tribunale. Cattivo. E comunque sei stato solo uno dei tanti. Onorati di meno… in copertina ti ci ha messo Davide Toffolo. Io volevo Di Maio”.

La cover ha quindi fatto, da subito, molto discutere. Il nuovo singolo uscirà venerdì 2 aprile. Comanda la gang potrebbe far parte di un nuovo album che verrà svelato per singoli, tassello dopo tassello. Confermata la vena controcorrente e provocatoria della band, da sempre a sinistra, che si è formata nel 1991 nel Centro Sociale Occupato Autogestito Officina 99 nel quartiere di Poggioreale a Napoli.

La formazione attuale conta su Luca O’Zulù Persico, Larco Messina, Massimo JRM Jovine e Sacha Ricci. Il singolo arriva a cinque anni dall’ultimo disco, Il tempo. Le parole. Il suono. Anche solo per dire che non è come si è vantata di dire Giorgia Meloni, “ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”, citazione del drammaturgo tedesco comunista Bertolt Brecht, per annunciare che Fratelli d’Italia non sarebbe entrata nel governo. All’opposizione c’è anche la sinistra, una bella fetta di sinistra, quella che non si riconosce né in questo governo né nel Pd.

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