• Dom. Giu 13th, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

La cattiva politica riduce Napoli a merce di scambio tra partiti

DiRed Viper News Manager

Mar 30, 2021

Quando penso alla mia città, ho sempre un sentimento contradditorio dove amore e odio si alternano in un quadro costante di dolore e rivalsa. Qual è il vero cancro di Napoli? È la città stessa, con la sua inadeguatezza di servizi e livello di benessere, o noi cittadini? Com’è possibile che la Napoli di Gomorra sia la stessa Napoli delle eccellenze e delle migliori intuizioni? A questa dicotomia spesso trovo risposta attraverso le persone che incontro, nelle loro capacità e nelle loro energie.

A Napoli, Azione, il partito di Carlo Calenda, nasce circa un anno e mezzo fa aggregando, già dal primo incontro, quello che io definisco il “virus buono della napoletanità”. Un gruppo di persone motivate e competenti, disponibili a un vero progetto di rinascita della città che nasce dalla consapevolezza di uno dei più grossi equivoci fatti da sempre pensando a Napoli e al Sud: il paragone. La nostra città e il Mezzogiorno in generale hanno caratteristiche e risorse differenti, a volte uniche, rispetto ad altri scenari e territori. Quindi progettare seguendo schemi già visti è l’errore che da sempre si è commesso. Il Nord è più ricco del Sud, soprattutto nell’infrastruttura sociale: ecco perché progettare bene per Napoli significa mettersi in una condizione di profonda discontinuità con il passato e con le visioni di uno sviluppo non ragionato. Il ruolo della politica, quella buona, è di costruire ad hoc sulle risorse sociali e culturali del territorio. Un Progetto Napoli sarà quindi efficace solo se quanto più calato nelle sue viscere, nelle sue contraddizioni e nel suo equilibrismo arcaico.

Napoli non potrà mai essere smart se non si ridarà luce alle sue periferie, non potrà riprendere il suo status di città europea se non si seminerà cultura, non potrà produrre ricchezza se non si sarà ristabilito l’ordine. La cattiva politica ha fatto grandi danni a Napoli. Non intendo solo quella legata a corruzione e malaffare, ma anche quella completamente priva di una “vera dimensione e visione”, incapace di trasformare istanze e speranze collettive in progetti concreti: la cattiva politica è quella di Pd & company, che ancor oggi giocano vergognosamente su poteri ed equilibri, cioè quella che non ha saputo indicare percorsi, orientare i comportamenti e mobilitare scelte reali. In questi giorni, in queste ore, il teatrino è sempre lo stesso: io do una cosa a te e tu la dai me, con ruoli nazionali scambiati per mediare su nomi e coalizioni impossibili. Intanto Napoli resta lì come una schiava messa in vendita. Ma c’è ancora un barlume di speranza nella consapevolezza e nella competenza, in un modo di fare politica dove il concetto di gestione e competenza è contemporaneamente faro e imbarcazione, obiettivo e mezzo. Napoli è più forte di chi la vuole debole.

L’articolo La cattiva politica riduce Napoli a merce di scambio tra partiti proviene da Il Riformista.